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Salari, le donne continuano a guadagnare meno

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L’ASTAT stima il Gender pay gap in Alto Adige al 30,1%. Tra le cause la forte presenza di donne che lavorano part-time, oltre ai periodi di maternità che diminuiscono l’anzianità di servizio.

BOLZANO. Sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio statistico dell’INPS, nel 2017 lo stipendio medio lordo di un lavoratore è stato di 97,12€ giornalieri. Distinguendo per generi, un uomo ha guadagnato in media 110,49€, mentre una donna 77,22€. Si tratta di 33,27€ in meno al giorno, in termini assoluti.

Cerchiamo di inquadrare il discorso. Innanzitutto, i dati disponibili riguardano solamente i lavoratori dipendenti del settore privato. Il “Gender pay gap”, che l’Eurostat definisce come il divario esistente sulla retribuzione media lorda delle ore lavorate tra uomini e donne, va quindi contestualizzato. Se per esempio si analizza la differenza dei salari in base alle ore lavorate, il gap diventa del 17,2% per gli occupati full-time e del 9,0% per quelli part-time.

A questa distinzione va aggiunto un dato fondamentale. Mentre in Alto Adige solamente il 13,7% degli uomini lavora mezza giornata, una donna su due (il 50,2%) lavora part-time. Per questo motivo l’analisi condotta dall’ASTAT si basa sui salari degli impiegati a tempo pieno, così da poter misurare l’effettiva “parità retributiva a parità di lavoro”.

Il trend osservato è che il gender pay gap aumenta con l’aumentare dell’età. L’ASTAT individua la causa nell’assenza per maternità richiesta dalle donne, e ciò è dimostrato anche dalla progressiva diminuzione di donne impiegate full-time oltre i 29 anni. 

Il gap del 17,2% per lavoratrici full time (utilizzato come indicatore “disaggregato”) è rimasto pressoché invariato negli anni, stando alle altre pubblicazioni dell’ASTAT fatte in occasione dell’Equal Pay Day. Nel 2009 era stato stimato al 16,5%, e da allora si è sempre aggirato attorno al 17%. Confrontando questo dato con la media europea, è interessante notare che l’Italia, con un gap molto simile a quello altoatesino (17,9%), si avvicina a quello osservato in Svizzera (17,7%), Norvegia (17,8%) e Finlandia (17,2%). Il privato paga equamente in Romania (6,8%) e Slovenia (7,9%), mentre la Germania sale sul podio con un divario del 24% (dati Eurostat 2016).

Resta da dire che il calcolo del Gender Pay Gap rimane una questione fortemente complessa. In un’analisi del Sole 24 Ore l’incrocio del guadagno orario, delle ore retribuite e del tasso di occupazione ha permesso di calcolare percentuali molto diverse.

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Data miner, appassionato di giornalismo visivo. Laureato in Scienze della Comunicazione, scrivo di economia, innovazione, tech.

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