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Garfidi in crescita ma ancora nell’ombra

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Per il sesto anno di fila la cooperativa di garanzia finanziaria chiude con dati eccezionali, ma a loro i numeri non bastano. Rainer: “Sono ancora molti gli imprenditori che non ci conoscono”.

BOLZANO. Per Garfidi il 2018 si è chiuso in bellezza. Con 43,83 milioni di € di nuovi finanziamenti garantiti (+12% rispetto al 2017) e 18,84 milioni di nuove garanzie emesse (+2%), la cooperativa altoatesina registra il sesto anno consecutivo di crescita. “I risultati raggiunti sono sicuramente importanti, e confermano la validità del servizio offerto” ha commentato Claudio Corrarati, vicepresidente dell’intermediario creditizio, “ma c’è ancora spazio per miglioramenti”.

Con ben 332 società ad aver beneficiato delle garanzie della coop durante l’anno scorso, e il numero di iscritti in continua crescita, ci siamo chiesti come si possa migliorare ancora. O meglio, lo abbiamo chiesto direttamente al direttore di Garfidi Christoph Rainer.

Innanzitutto, quali sono i vantaggi concreti per chi aderisce alla garanzia di Garfidi?

“Ci sono almeno tre vantaggi. Per prima la possibilità di accedere al 100% del credito disponibile presso le banche, invece che solamente ad una parte. Secondo, tramite la nostra consulenza è possibile coprire i costi di accesso e mantenimento del credito. Infine ci si può avvalere di Garfidi in qualità di istituto garante verso la banca, contando sulla nostra posizione di intermediario fidato e riconosciuto”.

Corrarati ha dichiarato che “c’è ancora spazio per miglioramenti”. Quali sono concretamente i prossimi step?

“C’è un grosso problema di base. Gli imprenditori e le imprenditrici non ci conoscono, e non parlo solo di Garfidi, ma di tutti i confidi in generale. Per questo dobbiamo concentrare i nostri sforzi per far conoscere le nostre attività, intensificando i rapporti sia verso le banche che soprattutto verso gli imprenditori. La nostra premura è quella di affiancare gli imprenditori sin dall’inizio del loro percorso di finanziamento piuttosto che alla fine, quando le domande di credito sono già state presentate in banca (come spesso accade)”.

Il vostro target sono soprattutto piccole e microimprese. Qual è il vostro rapporto con le startup?

“Rivolgendoci in particolare a piccole e piccolissime imprese, siamo destinati quasi per natura a lavorare con le startup. Essendo collegati al Fondo Centrale di Garanzia esistono inoltre una serie di vantaggi per le startup, e anche con le startup innovative - nonostante queste abbiano un regime finanziario speciale - abbiamo stretto un rapporto solido e proficuo”.

A fianco alla salda relazione con il network settoriale di Cna, Hgv, Assoimprenditori, Hds e Apa, qual è il rapporto con gli altri confidi altoatesini?

“In Alto Adige esiste un solo altro istituto di garanzia che è Confidi Alto Adige, orientato verso aziende associate ad Assoimprenditori - o comunque di entità maggiori rispetto al nostro target. Non operiamo in maniera congiunta, nel senso che le competenze sono le stesse e anche la platea a cui ci si rivolge è la medesima, ma l’operato diverge per sua natura. Difatti il 99% dei nostri beneficiari sono piccole imprese. La convenzione con le banche è stata però redatta insieme a Confidi Alto Adige”.

Potrebbe essere interessante allargare la partnership dal territorio nazionale (Fondo Centrale per le PMI) al territorio europeo (European Investment Fund)?

“Come Garfidi ci appoggiamo al Fondo Centrale, che già di suo gode di alcuni vantaggi a livello europeo, come ad esempio il programma Cosme. Tempo fa avevamo intavolato una trattativa con l’Eif, ma siamo ancora troppo piccoli per potervi accedere”.

Cosa cambia per Garfidi a partire dal 15 marzo, con l’entrata in vigore delle disposizioni operative per il processo di riforma del Fondo di Garanzia per le PMI?

“Il sistema di accreditamento diventa più complesso per l’accesso privilegiato. Ciò significa che vi saranno significative aperture verso una platea più ampia. Le nuove pratiche di adesione stanno venendo elaborate. Da un modello di giudizio tramite scoring sul bilancio si passerà ad un modello di rating che guarderà anche i parametri sull’andamento dell’impresa. L’accesso sarà più agevole anche per le startup”.

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Data miner, appassionato di giornalismo visivo. Laureato in Scienze della Comunicazione, scrivo di economia, innovazione, tech.

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