FocusNews

EYE, l’erasmus dedicato agli imprenditori

CONDIVIDI SU:

Dal 2009 coinvolti più di settemila “studenti” in tutta Europa, di cui quasi 1500 italiani. A breve partirà la prima imprenditrice altoatesina.

BOLZANO. Si chiama Erasmus for Young Entrepreneurs (EYE) ed è esattamente quello che il titolo suggerisce. Un periodo da uno a sei mesi da svolgere in un’azienda all’estero, per il quale l’Unione europea provvede a coprire le spese di viaggio e di sistemazione fino a circa 1000€ al mese. Attivo in Europa dal 2009 e rivolto ai “giovani” imprenditori – non necessariamente in senso anagrafico, quanto più riferito al livello di esperienza –, è stato recepito dalla Camera di commercio di Bolzano l’anno scorso. Proprio in questi giorni si sta concludendo l’iter che vedrà la prima aspirante imprenditrice altoatesina prendere parte all’iniziativa dell’Enterprise European Network (EEN).

“Come Camera di commercio cerchiamo di promuovere i progetti traducibili in risultati concretii per le aziende locali, soprattutto le pmi offrendo anche pacchetti di servizi provenienti dal network europeo” ci ha detto Luca Filippi, vicesegretario della Camera di commercio di Bolzano e responsabile dei progetti UE. “A tutti è chiaro come funziona: partendo dalla parola chiave ‘erasmus’ si rievoca immediatamente l’esperienza tipica degli studenti universitari. Questo tipo di esperienza, però, funziona in maniera diversa. Non si tratta infatti di una semplice esperienza di studio all’estero, né tantomeno di un banale tirocinio, ma di un vero e proprio scambio”. Il “giovane” o aspirante imprenditore può infatti toccare con mano una realtà diversa, venendo accostato da un tutor che vanta invece un’esperienza già maturata nel corso del tempo. Per contro, il progetto si rivela utile anche per l’azienda ospitante. Confrontandosi con un imprenditore alle prime armi si possono considerare nuove prospettive, e creare dei parallelismi con le rispettive realtà di origine.

La scelta dell’azienda e dello stato membro dove svolgere l’erasmus viene prima preparata con una profilazione attenta del candidato. Ad occuparsene è lo sportello della Camera di commercio, il quale provvede a verificare la sua idoneità e il grado di motivazione. Successivamente viene vagliata la banca dati delle aziende disponibili e, considerando il settore economico d’interesse – oltre che alle conoscenze linguistiche, si procede con l’invio della proposta all’EEN che provvederà quindi ad effettuare il “matching”.

Nonostante a Bolzano sia arrivato da poco, in Italia questo strumento è già largamente utilizzato da diverse Camere di commercio. A Milano, Bologna, Venezia e Palermo si contano anche due o più sportelli aderenti. “L’Italia è inoltre uno degli stati membri dove quest’iniziativa va molto forte, insieme a Spagna e Germania” ha commentato Filippi. “Integrarlo a Bolzano è stata una scelta strategica, visti i solidi rapporti commerciali che già esistono con questi paesi”.

CONDIVIDI SU:

About Author

Data miner, appassionato di giornalismo visivo. Laureato in Scienze della Comunicazione, scrivo di economia, innovazione, tech.

Comment here