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Aumenta l’afflusso di lavoratori “extra-altoatesini”

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Il mercato del lavoro altoatesino ha attirato dal 2007 ben 22.000 persone non residenti. Turismo, assistenza e commercio i settori “calamita”.

BOLZANO. Il mercato del lavoro altoatesino continua a fiorire. I 177.000 lavoratori dipendenti occupati nel 2007 sono saliti del 16% in undici anni, creando nuove opportunità anche per la forza lavoro “extra-altoatesina”.

Entrando nel dettaglio, l’Osservatorio del mercato del lavoro ha pubblicato uno studio speciale su questa tematica, cercando di rispondere ad una serie di interrogativi: quante persone hanno richiesto la residenza per motivi lavorativi dal 2007 ad oggi? Da dove vengono? In che settori lavorano?

Nello studio viene evidenziata – anche graficamente – l’alta percentuale di italiani che, dopo aver trovato un impiego, si sono trasferiti in Alto Adige. Essi compongono il 31% dei 22.000 neoresidenti osservati, occupando la metà dei posti di lavoro in quasi tutti i settori presi in esame. Fanno eccezione il settore domestico (dominato da rumeni e ucraini), l’edilizia, l’agricoltura e i servizi di pulizia.

La “porta d’ingresso” principale è costituita dal settore alberghiero (quasi 5700 lavoratori), oltre ad essere anche quello più stabile insieme al settore pubblico. Per contro, le mansioni più incerte sul lungo periodo sembrano essere l’agricoltura e il settore domestico. Quest’ultimo deve la sua instabilità soprattutto alle regolarizzazioni dei contratti previste nel 2009 e nel 2012. Stesso discorso per l’agricoltura, dove la presenza di lavoratori in nero non permette la creazione di un quadro complessivo.

Di seguito il testo completo dello studio.

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Data miner, appassionato di giornalismo visivo. Laureato in Scienze della Comunicazione, scrivo di economia, innovazione, tech.

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