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L’Unesco premia il datalake del Noi Techpark

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Il data hub su turismo e mobilità in Alto Adige selezionato come patrimonio software. Ohnewein: “Siamo onorati, questo ci darà maggiore visibilità a livello internazionale e promuoverà l’uso di dati open source”.

BOLZANO. Il progetto Open Data Hub è stato eletto “software heritage” dall’Unesco. Un’enorme banca dati sul turismo e la mobilità locali, realizzata da diverse aziende tecnologiche coordinate dal Noi Techpark. Il codice è attualmente impiegato per monitorare traffico, parcheggi e mezzi pubblici su diverse app sperimentali. Patrick Ohnewein, direttore dell’hub, si dice molto onorato della scelta del progetto Unesco per la preservazione del nostro software. “Essere stati eletti ‘Software Heritage’ ci porterà grande visibilità anche all’estero, aumentando le possibilità di trovare nuovi partner”.

Open Data Hub è una piattaforma di scambio per dati “aperti”, resi accessibili agli attori locali – in particolare alla ricerca e alle aziende innovative. Concepito nel 2016 e finanziato da Idm, il progetto capitanato da Ohnewein è ora transitato sotto la diretta gestione di Noi spa, collocato all’interno delle iniziative digitali per promuovere il turismo e la mobilità sul territorio. L’anno scorso il 45% del budget è stato attinto dal fondo di 2 milioni di Euro stanziati fino al 2020 da Idm per lo sviluppo del turismo. Le attività integrano funzioni sul sito suedtirol.info e collegano i dati della mobilità ai vari siti sperimentali mobility.meran.eu, parking.bz.it, traffic.bz.it, bus.bz.it e map.clean-roads.eu. “Prossimamente verranno sviluppate anche app come chatbot per Facebook e skill per Amazon Alexa”, ha spiegato il direttore dell’hub.

Ohnewein precisa che realizzare progetti open source non significa necessariamente essere no-profit. “Nel nostro caso si tratta di un progetto di sviluppo territoriale senza fini di profitto, ma non sempre ‘open source’ significa ‘gratis’. Basta pensare alla recente acquisizione dell’azienda Red Hat da parte di IBM, conclusa per un prezzo d’acquisto di 34 miliardi di dollari”.

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Data miner, appassionato di giornalismo visivo. Laureato in Scienze della Comunicazione, scrivo di economia, innovazione, tech.

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